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Domande frequenti | Domande frequenti per i cittadini #adessonews

Cosa posso pagare con pagoPA?

pagoPA permette di pagare tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli, multe, ammende, sanzioni, canoni e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, comprese le scuole, le università, le ASL, ma anche verso altri soggetti, come le aziende a partecipazione pubblica e i gestori di pubblici servizi.

Parole chiave: oggetti di pagamento

Dove trovo la ricevuta del mio pagamento?

Se il pagamento è andato a buon fine, pagoPA ti invia un’e-mail che ti conferma l’esito positivo della transazione.

È compito dell’Ente Creditore, invece, rendere disponibile la Ricevuta Telematica (RT), il documento che certifica l’incasso. La Ricevuta Telematica viene solitamente inviata via e-mail entro 1 o 2 giorni o, in alternativa, è disponibile sul sito dell’Ente Creditore.

La ricevuta di pagoPA, comunque, ti aiuta a tenere traccia dei tuoi pagamenti ed è un elemento di prova in caso di eventuali controlli e — nella maggior parte dei casi — attesta anche la chiusura della posizione debitoria.

Parole chiave: ricevuta

Ci sono differenze di costo tra i diversi Prestatori di Servizio di Pagamento?

Sì. Ogni Prestatore di Servizi di Pagamento può applicare autonomamente differenti costi, a seconda delle proprie politiche commerciali e delle condizioni contrattuali dell’utente.

Parole chiave: commissioni

Perché devo pagare le commissioni e ho la percezione di pagare di più con pagoPA?

Con pagoPA, le commissioni relative al PSP scelto dall’utente in fase di pagamento, vengono esposte in modo trasparente al cittadino.

Prima dell’introduzione di pagoPA, in molti casi era l’Ente Creditore a inglobare i costi di commissione all’interno del tributo o del servizio. Il costo di commissione, quindi, rimaneva nascosto al cittadino ma comunque presente. Negli altri casi il costo di commissione era esplicito, ad esempio, il pagamento con il bollettino postale o con un avviso in banca comporta un costo di commissione, anche se pagato con l’home banking.

Nel pagamento di un F24, invece, il cittadino non paga commissioni ma i costi sono a carico dell’Agenzia delle Entrate e quindi ricadono in modo indiretto sulla fiscalità generale.

Riguardo alle commissioni applicate dai PSP in base al canale scelto dal cittadino, queste non possono essere eliminate tout court poiché ciascuna operazione ha un costo di gestione necessario a garantire la sicurezza e la certezza di qualsiasi operazione di trasferimento di denaro. Inoltre, tali costi sono a favore esclusivo dei PSP che erogano il servizio nelle modalità previste dalle leggi e dalle normative di settore. È pertanto rimessa all’utente la libera scelta di utilizzare il sistema di pagamento più consono alle proprie esigenze e di conseguenza anche l’individuazione delle commissioni più vantaggiose. Ci sono infatti prestatori di servizi di pagamento che non applicano alcuna commissione su transazioni di piccolo importo o per pagamenti con addebito in conto.

Parole chiave: commissioni

Perché con pagoPA si dovrebbero ridurre le commissioni?

Il potere contrattuale di qualsiasi Ente, anche di grandi dimensioni, è certamente inferiore a quello della Pubblica Amministrazione italiana nel suo complesso: per questo i PSP garantiscono a pagoPA un trattamento quasi sempre più vantaggioso che si dovrebbe incrementare al crescere delle transazioni. Inoltre, aver reso visibili i costi di commissione favorisce la concorrenza, producendo un livellamento verso il basso dei relativi costi ed un incremento della qualità del servizio offerto.

Parole chiave: commissioni

Cosa succede nel caso di un pagamento errato?

pagoPA previene la possibilità di effettuare pagamenti errati, controllando l’esistenza della posizione debitoria e la sua consistenza prima di autorizzare il pagamento.

Tuttavia, errori sono comunque possibili in altri snodi del processo e quindi, se per qualsiasi motivo l’utente abbia la necessità di annullare un pagamento eseguito tramite pagoPA, può richiedere all’Ente Creditore il rimborso, motivando adeguatamente la richiesta ed esibendo, a scelta:

  1. la ricevuta di pagamento (o la quietanza) che ha ottenuto dallo stesso Ente Creditore;
  2. l’attestazione di pagamento ricevuta dal PSP con cui ha effettuato il pagamento.

Tali documenti sono sufficienti per ricostruire interamente la vicenda da parte dell’Ente Creditore.

Parole chiave: storni

Cosa devo fare se non riconosco un pagamento effettuato con carta di credito?

Come per qualsiasi pagamento con carta di credito, il cittadino ha il diritto di disconoscere un’operazione che non ha autorizzato (ad esempio, in caso di smarrimento della carta o clonazione della stessa), previa denuncia e blocco della carta, oppure contestando l’addebito entro 60 giorni dalla ricezione dell’estratto conto.

La contestazione del pagamento può avvenire verso l’istituto di pagamento, ovvero l’emittente della carta, che è responsabile di verificare la legittimità della richiesta.

Resta ferma la possibilità per il pagatore di rivolgersi direttamente alla Pubblica Amministrazione che ha ricevuto il pagamento, per richiedere il rimborso dell’importo pagato, in quanto non dovuto in tutto o in parte (ad esempio per la mancata erogazione del servizio o per l’erogazione di un servizio di importo diverso da quanto già pagato).

Parole chiave: contestazione

È sicuro effettuare pagamenti con pagoPA?

Il livello di sicurezza è garantito dall’aderenza alle normative di sicurezza stabilite dalla Payment Card Industry (PCI) e all’aderenza ai requisiti sulla Strong Authentication previsti dalla PSD2.

Tutti gli istituti di pagamento (Prestatori di Servizi di Pagamento) aderenti al sistema pagoPA devono soddisfare i requisiti di sicurezza e di prevenzione delle frodi imposti dalla PSD e PSD2.

Parole chiave: PSD2

Che differenza c’è tra CBILL e pagoPA?

CBILL è un logo commerciale delle banche che identifica la piattaforma di pagamento delle stesse, disponibile anche per gli Enti Creditori. La piattaforma di pagamento CBILL si può utilizzare attraverso l’Home Banking o gli ATM ed è integrata a pagoPA, nel senso che tutti i pagamenti pagoPA mediante avviso possono essere effettuati attraverso CBILL, utilizzando un codice identificativo dell’Ente Creditore.

Parole chiave: CBILL

La mia banca non supporta pagoPA, cosa posso fare?

Quasi tutti gli istituti di credito che operano sul territorio nazionale supportano il sistema pagoPA. Si rinvia all’elenco dei Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti a pagoPA. Se la tua Banca non aderisce al sistema pagoPA potrai comunque pagare attraverso altri canali messi a disposizione da altri PSP e visibili all’interno della piattaforma.

Parole chiave: PSP

Per tutti i pagamenti mi arriverà un avviso cartaceo?

Non necessariamente. L’avviso cartaceo è sicuramente previsto solo nel caso di obbligo di notifica. Gli Enti Creditori sono incentivati ad inviare avvisi per agevolare il pagamento al cittadino ma non obbligati. Il recapito di notifiche come promemoria per effettuare il pagamento, è consentito anche attraverso IO, l’app dei servizi pubblici.

Parole chiave: notifica

Se scelgo di pagare a rate mi arriverà un avviso alla scadenza di ogni rata?

Non necessariamente. Normalmente gli Enti Creditori inviano un unico avviso che consente il pagamento di tutte le rate. Tuttavia il servizio di notifica per ogni rata potrebbe essere attivato anche con IO, l’app dei servizi pubblici.

Parole chiave: rate

Posso pagare un F24 con pagoPA?

No. Al momento pagoPA non gestisce lo strumento di pagamento dell’F24 che resta obbligatorio per le PA in fase di incasso solo ed esclusivamente se sussiste una normativa che obbliga all’uso esclusivo dell’F24 per gli incassi di quello specifico servizio e che, come previsto al paragrafo 5 delle Linee Guida, rappresenta uno strumento di pagamento alternativo a pagoPA, utilizzabile sino alla sua prossima integrazione con il sistema.

Parole chiave: PSP

Perché nell’avviso di pagamento che mi è arrivato non trovo il bollettino postale o MAV/RAV?

Per il pagamento mediante la piattaforma pagoPA è previsto un avviso specifico, molto più versatile, che può essere utilizzato in diversi contesti e permette il pagamento con diversi canali. Nell’avviso di pagamento pagoPA è prevista anche una sezione dedicata a contenere il bollettino PA. Tuttavia non tutti gli Enti Creditori possono utilizzarlo, in quanto non dispongono di un conto corrente postale, né sono obbligati a disporne. In questo caso la sezione suddetta rimane inutilizzata, mantenendo inalterata la possibilità di pagare lo stesso avviso anche presso gli uffici postali.

Per quanto riguarda il MAV, aderendo a pagoPA, l’Ente Creditore non può più utilizzare strumenti di avviso bancari, nel caso si tratti di una Pubblica Amministrazione.

Parole chiave: bollettino, PSP, PA

Come posso portare in deduzione/detrazione quanto pagato con pagoPA?

Per quanto concerne la deducibilità/detraibilità delle commissioni pagate con pagoPA, la prova del pagamento delle stesse è rinvenibile, come segue:

  • per i pagamenti tramite home banking (es. bonifico, MyBank, C-BILL, ecc.) l’importo delle commissioni, di norma, è addebitato separatamente dall’importo del pagamento stesso; pertanto, ai fini fiscali, si potrà fare riferimento alla specifica riga di estratto conto ove risultano addebitate tali spese di commissioni;
  • per i pagamenti tramite carta di pagamento (es. di credito o di debito o prepagata) l’importo delle commissioni, di norma, è addebitato unitamente all’importo del pagamento stesso; pertanto, ai fini fiscali, si potrà fare riferimento alla riga di estratto conto della carta ove risulta addebitato tale pagamento;
  • per i pagamenti tramite sportello fisico (es. tabaccaio, poste italiane, grande distribuzione, ecc.) l’importo delle commissioni, di norma, è addebitato separatamente dall’importo del pagamento stesso; pertanto, ai fini fiscali, si potrà fare riferimento alla ricevuta/scontrino rilasciato dal PSP ove risultano specificate le spese di commissioni.
  • Per ogni ulteriore esigenza di detrazione/deduzione di quanto pagato in favore dell’amministrazione beneficiaria, il cittadino dovrà rivolgersi direttamente all’amministrazione affinché la stessa rilasci ogni documento necessario, ulteriore e diverso dalla ricevuta rilasciata dal PSP e/o da pagoPA, quale ad esempio la quietanza del pagamento eseguito tramite pagoPA.

Parole chiave: deduzione, detrazione

La ricevuta telematica deve essere sottoposta a bollo, considerata la sua efficacia liberatoria?

All’esito dell’operazione di pagamento, il PSP aderente, di norma, rilascia all’utente pagatore la ricevuta telematica (RT) che il sistema pagoPA comunque mette a disposizione della PA e che, in caso di esito positivo della richiesta di pagamento, assume efficacia liberatoria per l’utente. A sua volta, l’Ente Creditore può mettere a disposizione dell’utente pagatore e/o inviare al medesimo la RT. Precisato quanto fin qui esposto, si segnala che l’Ente Creditore non è chiamato ad assolvere l’imposta di bollo sulla RT, essendo tale documento emesso dal PSP. Infine, per completezza, come segnalato nelle Linee Guida (cfr. paragrafo 10.4 a pagina 16 di 22) ove l’Ente Creditore, in aggiunta alla RT, intenda produrre per l’utente pagatore una specifica quietanza per il pagamento ricevuto di cui alla RT, dovrà tenere nella debita considerazione le disposizioni in materia di bollo che, se dovuto, rimane a carico in via solidale della PA e dell’utente pagatore e dovrà essere assolto al di fuori del sistema pagoPA.

Parole chiave: ricevuta

Le ricevute telematiche dei pagamenti eseguiti con pagoPA possono essere utilizzate ai fini fiscali?

Le ricevute telematiche dei pagamenti che la piattaforma pagoPA mette a disposizione degli Enti Creditori che a loro volta sono obbligati a mettere a disposizione dei pagatori, possono essere da questi ultimi utilizzate come documentazione contabile utile ai fini di portare tale pagamento come oggetto di detrazione o deduzione prevista da legge Sul punto si rinvia alla Risposta ad Interpello dell’Agenzia delle entrate n. 431 del 2 ottobre 2020, ove è previsto (cfr. parte iniziale di pagina 4) che:

«sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al CAF o al professionista abilitato e di conservazione, per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria, il contribuente dimostra l’utilizzo del mezzo di pagamento «tracciabile» mediante prova cartacea della transazione/pagamento con ricevuta bancomat, estratto conto, copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con pagoPA».

Parole chiave: fiscalità, ricevute

Le modalità di pagamento della piattaforma pagoPA possono essere utili ai fini fiscali in materia edilizia?

Le ricevute telematiche dei pagamenti che la piattaforma pagoPA mette a disposizione degli Enti Creditori che a loro volta sono obbligati a mettere a disposizione dei pagatori possono essere da questi ultimi utilizzate come documentazione contabile utile ai fini di portare tale pagamento come oggetto di detrazione o deduzione prevista da legge, anche in materia edilizia.

Sul punto si rinvia a quanto riportato nel documento Agenzia Informa ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali del luglio 2019 ove è previsto (cfr. parte finale di pagina 18) che: “le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere assolte con altre modalità”, e i servizi di pagamento erogati dai PSP tramite pagoPA sono alternativi anche allo speciale tracciato di bonifico predisposto dai PSP in materia edilizia e/o energetica.

Parole chiave: PSP

Source

“https://docs.italia.it/italia/pagopa/pagopa-docs-faq/it/stabile/_docs/FAQ_sezioneA.html”

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